Introduzione: la domanda importante è un’altra.
La vera domanda non è “a che età intervenire?”, ma:
“Quando iniziano i cambiamenti biologici che influenzeranno il volto nei decenni successivi?”
Se osserviamo la letteratura scientifica sul rimodellamento cranio-facciale e invecchiamento multilivello, la risposta è chiara: molto prima di quanto si pensi.
L’invecchiamento non inizia a 40 anni.
Diversi studi di imaging quantitativo hanno dimostrato che:
Un importante riduzione del rinnovamento delle cellule ossee comincia in età precoce, con intense variabili individuali.
La proiezione zigomatica e mascellare inizia a ridursi già nella terza decade di vita (Shaw, 2011; Pessa, 2002).
L’orbita ossea si amplia dalla fine dei vent’anni, favorendo nel tempo svuotamento perioculare e lassità palpebrale (Kahn, 2008).
Altezza e spessore mandibolare iniziano a diminuire tra i 25 e i 30 anni (Richardson, 2009).
Il rimodellamento cranio-facciale è continuo durante l’età adulta (Enlow, 1996).
L’invecchiamento è un processo multilayer, che coinvolge osso, tessuti molli, compartimenti adiposi e legamenti (Yaremchuk, 2015).
Conclusione biologica
L’invecchiamento del volto non è un evento improvviso.
È un processo graduale di atrofia multilivello che comincia intorno ai 25–30 anni.
“Il volto non è statico“
Il volto è un sistema dinamico regolato da:
attività neuromuscolare;
distribuzione delle tensioni meccaniche;
rimodellamento osseo adattativo;
risposta biologica dei tessuti ai carichi funzionali.
Secondo i principi della Chirurgia Cosmetica Morfodinamica (CCMD), i tessuti rispondono alle dinamiche neuromuscolari.
Ciò significa che: Il modo in cui utilizziamo il volto oggi influenza la sua morfologia di domani.
“Prima si comincia, meglio è.”
Questo non significa intervenire precocemente in modo invasivo.
Significa:
Osservare prima;
Comprendere prima;
“Seguire sempre un criterio logico e biologico per ogni trattamento , non agire a caso!“
Esistono fasi biologiche diverse:
- 16–22 anni – Fase preventiva. Obiettivo: effettuare approfondita Analisi Facciale Morfodinamica per individuare dinamiche scorrette e correggerle per evitare che si sviluppino e manifestino difetti estetici. In alcuni casi, quando è già evidente ciò che non va nella direzione giusta, intervenire con tecniche mini invasive per ottenere modifiche permanenti e che portino ad una maggiore armonizzazione del viso.
- 23-35 anni – Fase impostazione. Iniziano ad essre evidenti i risultati delle dinamiche che hanno agito negli anni precedenti, quindi vanno modificate e dirette nella direzione giusta. Anche in questa fase si lavora per evitare interventi maggiori in futuro.
- 35–45 anni – Fase di compensazione. Sono ormai evidenti i cambiamenti creati dalle dinamiche precedenti, gli interventi pur rimanendo sempre mini invasivi devono essere più efficaci e profondi.
- Dopo i 45–50 anni – Fase correttiva. I tessuti non vanno solo stimolati ma riposizionati se non si è seguita una logica biologica nei trattamenti precedenti oppure non è mai stato effettuato alcun trattamento morfodinamico.
“Prevenire è meglio che curare (anche in estetica).” In medicina generale è un principio accettato. In medicina estetica spesso viene ignorato.
Ma se sappiamo che: la perdita ossea inizia a 25–30 anni, l’orbita si amplia già nei vent’anni, la mandibola perde progressivamente definizione. Allora intervenire solo quando il danno è evidente significa agire tardi.
In sintesi:
Mini-invasività come strategia intelligente.
Prima si comincia meglio è.
Modificando e guidando nel modo giusto e precocemente le dinamiche facciali si ottengono risultati definitivi e naturali, con una evoluzione del viso più piacevole.
